Servizio · Pavimenti e ripristino
Pavimenti in resina a Lugano e in Ticino: senza giunti, dall'industria all'abitazione
Pavimentazioni industriali per capannoni, magazzini, garage e autorimesse. Rivestimenti decorativi continui per bagni, cucine, negozi e uffici. Risanamento di solette, balconi e calcestruzzo. Resine epossidiche e poliuretaniche certificate, applicate su supporti nuovi o esistenti — anche direttamente sopra le piastrelle, senza demolizione.
Pavimenti industriali
Resine decorative
Ripristino calcestruzzo

Bagno residenziale — resina epossidica StoFloor® su piastrelle esistenti
Rinnovo del pavimento in una giornata, senza demolizione né rifacimento del massetto
Perché il sistema conta più della resina
La resina non è un prodotto, è un sistema. Saltare un passaggio si paga sei mesi dopo.
La resina visibile è solo l'ultima fase di un sistema multistrato che parte dal supporto — preparazione del fondo, primer di adesione, eventuale ripristino del calcestruzzo, mano di base, finitura protettiva. Tutto quello che non si vede a lavoro finito, ma che fa la differenza tra 15-20 anni di durata e otto mesi. Tre situazioni tipiche quando ci chiamano a rifare lavori altrui: pavimenti scollati dalle piastrelle perché posati senza primer specifico per supporti lisci; resine ingiallite o fessurate perché applicate in contesti dove l'esposizione UV o gli agenti chimici richiedevano un'altra famiglia di resina; pavimenti residenziali con odore persistente per mesi, perché il prodotto usato non era certificato a basse emissioni per ambienti abitati.
Per evitare questi scenari l'approccio va capovolto: partiamo dalla destinazione d'uso e dallo stato del supporto — umidità, planarità, crepe, cedimenti — e da lì scegliamo il sistema StoFloor® corrispondente, epossidico, poliuretanico o ibrido, con i prodotti certificati per quella specifica situazione, comprese le linee a basse emissioni idonee allo standard Minergie-eco per le abitazioni svizzere.
⚙ MATERIALI UTILIZZATI
Tre famiglie di resine StoFloor®, ognuna per il suo contesto
La scelta del sistema dipende dalla destinazione d'uso, dallo stato del supporto e dalle condizioni ambientali in cui la resina dovrà lavorare. Ecco le tre famiglie principali con cui interveniamo:
Resine epossidiche StoPox
Pavimentazioni industriali e commerciali: capannoni, magazzini, garage, autorimesse, laboratori. Massima resistenza meccanica e chimica, finitura igienica continua, applicazione senza giunti di dilatazione. La variante StoPox KU 406 è idonea allo standard svizzero Minergie-eco e a basse emissioni AgBB, adatta anche per ambienti residenziali.
Resine poliuretaniche StoPur
Per contesti dove servono resistenza UV ed elasticità: balconi, terrazze, parcheggi all'aperto, rampe esterne, pavimenti decorativi esposti alla luce diretta. Non ingialliscono nel tempo, tollerano dilatazioni termiche e i micromovimenti del supporto senza fessurarsi.
Sistemi ibridi StoCrete + StoPox
Per posa su piastrelle esistenti, calcestruzzo giovane o umido, supporti irregolari. StoCrete EH 200 è un rivestimento epossidico ibrido che aderisce a supporti normalmente problematici: combinato con uno strato di copertura, permette il rivestimento completo in una giornata. Ideale per rinnovi residenziali rapidi senza demolizione.
↑ La scelta del sistema specifico, lo spessore (resine a rullo sottili da 0,5 mm o multistrato fino a 4-5 mm), la tipologia di finitura (lucida, satinata, antiscivolo R10/R11/R12) e i tempi di posa vengono definiti in fase di sopralluogo sulla base del supporto esistente, della destinazione d'uso e delle condizioni di esercizio attese.
Per ogni intervento valutiamo lo stato del supporto, l'umidità residua del massetto, le condizioni ambientali in cui la resina lavorerà (temperatura, esposizione UV, traffico pedonale o carrabile, agenti chimici, vapore d'acqua, carichi puntuali). La scelta della resina e dell'intero ciclo di posa è il risultato di questa analisi — non esiste una resina universale che vada bene per tutto.
NON SOLO TECNICA, ANCHE ESTETICA
Una superficie continua, senza una sola fuga, da una stanza all'altra.
Effetto marmo con venature fatte a mano, tinte piene moderne, finitura lucida o satinata: la resina decorativa è anche una scelta di stile, non solo di resistenza. È il pavimento che molti vogliono proprio per come appare — quello che vedi nei nostri lavori.
IL NOSTRO METODO
Come si stratifica un pavimento in resina fatto a regola d'arte
La qualità di un pavimento in resina si misura nei primi millimetri sotto la superficie visibile: preparazione del supporto, primer di adesione, numero di mani, spessore totale. Ogni strato ha una funzione tecnica precisa — saltarne uno o eseguirlo male compromette tutto il sistema.
Sezione tecnica del pavimento in resina
I 6 strati che compongono il sistema, dal supporto alla finitura
⚙ Resistenza meccanica e usura
🧪 Resistenza chimica e finitura igienica
1
Supporto esistente
Calcestruzzo, massetto cementizio o, nei rinnovi, piastrelle esistenti. È il punto di partenza dell'intervento e va valutato con cura: umidità residua, planarità, presenza di crepe o cedimenti.
2
Preparazione del supporto
Sgrassaggio, levigatura meccanica per creare la ruvidità necessaria all'aderenza, stuccatura di crepe e dislivelli, aspirazione completa delle polveri. Senza questa fase la resina non ha appiglio e si scolla nei mesi successivi.
3
Primer di adesione
Resina liquida specifica che penetra nel supporto e crea il legame chimico tra fondo e mani di resina sovrastanti. Per supporti difficoltosi (piastrelle, calcestruzzo umido o giovane) usiamo StoCrete EH 200, rivestimento epossidico ibrido ad adesione spinta.
4
Mano di base
Prima stesura della resina pigmentata, epossidica o poliuretanica a seconda del progetto. Dà spessore al sistema (tipicamente 0,3-1 mm) e prepara una superficie uniforme per la mano di copertura. Si applica a rullo o a spatola in base al prodotto.
5
Strato di copertura
Seconda mano di resina pigmentata che chiude il sistema dal punto di vista cromatico ed estetico. È lo strato che dà al pavimento il colore definitivo e l'aspetto continuo senza giunti. Spessore totale del sistema multistrato: tipicamente 2-5 mm in base alla destinazione.
6
Finitura protettiva
Sigillante trasparente che protegge la resina dall'usura e definisce la texture finale: lucida, satinata o antiscivolo (classi R10, R11, R12 secondo la destinazione d'uso). Opzionale negli ambienti residenziali, consigliata negli industriali e commerciali ad alto traffico.
⚙ Resistenza meccanica e usura
🧪 Resistenza chimica e finitura igienica
Le 4 fasi del cantiere
1
Diagnosi e preparazione del supporto
Sopralluogo tecnico con misurazione dell'umidità residua del massetto, smerigliatura o pallinatura del supporto per creare aderenza, stuccatura di crepe e difetti, aspirazione completa delle polveri. È la fase che decide la durata del lavoro: senza preparazione corretta, la resina non aderisce e si stacca.
2
Stesura del primer
Applicazione del primer di adesione adatto al tipo di supporto: epossidico standard su calcestruzzo, StoCrete EH 200 su piastrelle esistenti, sistemi specifici per supporti umidi o giovani. Tempo di asciugatura tra primer e mano successiva: 6-12 ore in base a prodotto e temperatura ambiente.
3
Mani di resina
Applicazione della mano di base e dello strato di copertura pigmentati, con tempo di reticolazione tra una mano e l'altra. Verifica continua dello spessore con pettine millimetrato. Sui sistemi ibridi su piastrelle, le due mani possono essere completate in una sola giornata.
4
Finitura e protezione
Applicazione eventuale del sigillante protettivo trasparente, definizione della texture finale (lucida, satinata, antiscivolo R10/R11/R12), pulizia di cantiere e consegna. Pedonabilità a 24-48 ore, messa in esercizio piena dopo 5-7 giorni di reticolazione completa.
DOMANDE FREQUENTI
Quello che ci chiedono prima di iniziare un pavimento in resina
Sei risposte concrete prima di chiamarci per il sopralluogo.
SERVIZIO CORRELATO
Cerchi un pavimento tradizionale a piastrelle?
Resine e piastrelle sono due famiglie di pavimenti diverse, e te lo diciamo onestamente: nessuna è migliore dell'altra in assoluto. Le resine offrono continuità senza giunti e si posano anche sopra il vecchio. Le piastrelle restano la scelta più consolidata per chi vuole l'estetica modulare classica, la libertà di mescolare formati e materiali (gres, ceramica, pietra naturale), la possibilità di sostituire singoli elementi nel tempo. Posiamo entrambe — la scelta è questione di gusto e di contesto.






